19a FONDO LEOPARDIANA
prestigioKS iscriviti subitoks-subito-bannertop-170x150Marche Marathon 2018

Recanati la città dove la vittoria diventa magia

 

Recanati, la città dove la vittoria alla Gran Fondo Leopardiana diventa magia. Come per la vita di Giacomo Leopardi, il pessimismo è l’aspetto che caratterizza la fatica del ciclista. I più sfortunati, vittime di guasti meccanici, ricorderanno la prima delle tre fasi che hanno caratterizzato il pessimismo leopardiano: il pessimismo individuale. Nell’adolescenza Leopardi pensa che la vita sia malvagia con lui e il ciclista penalizzato dalla sfortuna si unisce al suo pensiero. Il pessimismo storico coinvolge quei ciclisti, che almeno in ambito sportivo ricordano le epoche passate, sognando di riuscire ad essere ancora protagonisti. E la natura incontaminata che circonda Recanati, nonostante tutto regala una lieve illusione di felicità. Finita la fatica è il pessimismo cosmico a farsi largo nell’animo del pedalatore. Leopardi sosteneva che l’uomo è destinato a soffrire per tutta la vita e ricordando tutte le fatiche affrontate e quelle che lo attendono nella prossima stagione, il ciclista partecipante a questa manifestazione non può che condividere il pensiero leopardiano.

La storia di Beniamino Gigli, figlio di un calzolaio recanatese che divenne uno dei più celebri cantanti d’opera del XX secolo, torna a far sognare i pedalatori. Il traguardo è ancor lontano, e gli acuti del celebre tenore si perdona tra scatti e fughe. L’arrivo è un teatro festante che applaude le gesta del vincitore come l’esibizione dell’indimenticato tenore.

Una maglia che ha “rapito” anche Christian Barchi, il vincitore dell’ultima edizione della Gran Fondo Leopardiana. Durante la ventesima edizione della manifestazione il pessimismo cosmico leopardiana ritorna protagonista: la natura come causa di tutti i mali dell’essere umano. Giove Pluvio prova a rovinare la festa, ma la passione per il ciclismo cancella gli effetti delle condizioni metereologiche avverse. Si pedala sul solo tracciato corto, la Medio Fondo, ma Barchi non dimentica lo splendido paesaggio che lo circonda: “Il territorio del comprensorio maceratese in cui si svolge la manifestazione mi piace moltissimo – continua Barchi – le nubi cariche di pioggia ci hanno regalato un paesaggio quasi surreale, nel quale immergersi e sognare. Ma tutta la regione Marche offre paesaggi e scorci indimenticabili da scoprire soprattutto in bicicletta”.

Nella città di Leopardi, il pessimismo non può che prevalere nella mente di Christian Barchi, che aveva partecipato una prima volta alla Gran Fondo Leopardiana nella stagione 2011 e rimase appiedato a causa di una foratura. Evento che si è ripetuto anche nel 2016 e viste le condizioni meteo con cui sono partiti i ciclisti quest’anno come dar torto al ciclista romagnolo? “Prima della partenza ho pensato mi è successo già due volte di forare durante la gara – sottolinea sorridendo Barchi – quella di oggi sarà la terza. Invece sono riuscito addirittura a conquistare il successo assoluto. Durante la stagione avevo lavorato per riuscire a presentarmi a questo, ed altri eventi con un ottimo stato di forma, infatti avevo vinto altre granfondo nelle settimane che hanno preceduto l'evento recanatese. Nonostante le condizioni meteo non proprio ideali, son partito con il chiaro intento di far bene. Voglio ringraziare il comitato organizzatore della manifestazione, che consapevole dei pericoli che avremmo potuto incontrare pedalando su entrambi i percorsi di gara, ha deciso mettere al primo posto l’incolumità dei ciclisti e la gara si è svolta soltanto sul percorso corto. Una scelta consapevole che va premiata con la partecipazione alla prossima edizione. Poi Recanati è una bella città, molto raccolta che permette ad accompagnatori e familiari di visitare i suoi numerosi musei e palazzi storici in attesa dell’arrivo dei ciclisti e questo è un valore aggiunto per questo evento, che nel 2018 proverò a vincere nuovamente”


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