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Reggioli: "Il ciclismo? L'attività di una macchina perfetta, il corpo, tradotta in musica"

 

Corri più veloce del vento 
il vento non ti prenderà mai 
corri ancora adesso lo sento 
sta soffiando sopra gli anni tuoi. 
Dammi la mano fammi sognare 
dimmi se ancora avrai 
al traguardo ad aspettarti 
qualcuno oppure no

È la strofa di apertura della canzone L’ultima salita che il gruppo musicale i Nomadi ha dedicato a Marco Pantani ed è stata inserita nel loro trentesimo album musicale Con me o contro di me, pubblicato nel 2006. Il Pirata, scomparso due anni prima, aveva lasciato un segno indelebile nella memoria dei sei componenti del gruppo.

Sergio Reggioli, polistrumentista recanatese che dal 1998 è entrato a far parte stabilmente della band, ricorda l’emozione con cui durante i lunghi viaggi insieme a Beppe Carletti, Cico Falzone, Daniele Campani, Massimo Vecchi e Danilo Sacco, seguiva le gesta del Pirata impegnato nei grandi giri. “Noi eravamo in auto e non avevamo l’opportunità di seguire Pantani in televisione, ma soltanto attraverso le trasmissioni radiofoniche che effettuavano saltuari collegamenti con la sede di tappa. Vista l’impazienza di conoscere le gesta del campione di Cesenatico, decisi di accordami con mio padre che seguiva in televisione ogni tappa dei grandi giri e si è praticamente trasformato nel mio telecronista personale. Poi, io, riferivo al resto del gruppo. Un’emozione unica esultare per le vittorie di Pantani, mentre stavamo raggiungendo le località in cui ci saremmo dovuti esibire”.

La musica è la magia di un suono che coinvolge, racconta, emoziona. Proprio come le imprese del Pirata, che tolta la bandana si lanciava alla conquista di prestigiosi traguardi. Come il ciclismo, sport di fatica capace di unire una nazione nei suoi momenti più tragici e diverse centinaia di persone attraverso la passione.

Un sentimento impetuoso che sembra aver coinvolto anche Sergio Reggioli: “A casa mia il ciclismo è stato sempre lo sport principale, mio padre e mio fratello praticavano ciclismo. Li sentivo spesso parlare delle loro uscite domenicali, delle manifestazioni a cui partecipavano e mi sono lasciato trasportare dalla curiosità e dal desiderio di misurarmi con gli altri giovani ciclisti. Ho partecipato ad una o forse più gare – continua Reggioli – ma poi ho capito che non era il ciclismo la mia vera passione, ma la musica. Sin da bambino grazie ai miei genitori ho imparato a suonare uno strumento. Ho capito di avere un talento per la musica e ho iniziato a studiare sino ad entrare in Conservatorio.  

Poi ho avuto la fortuna di incontrare Giuseppe “BIP” Gismondi. Artista capace di intendere la musica a tutto tondo, personaggio eclettico chitarrista di Ivan Graziani e di molti altri artisti. Lui è stato l’artefice di aver fatto scoccare la scintilla che ha fuso la mia preparazione classica data dal conservatorio con la musica Rock, Pop, Cantautoriale ed Etnica, spalancandomi le porte della musica. Con lui ho condiviso molte serata, riuscendo a dar vita ad un affiatato duo. Abbiamo frequentato il Conservatorio insieme, la passione per la musica ci ha unito. Bip è sempre in giro a suonare come me. Molto spesso ci incontriamo per continuare a condividere serate, visto che anche lui è maceratese”.

-        Tu sei un polistrumentista, ma in particolare prediligi il violino

“Per il grande rispetto verso la musica, polistrumentista significa avere una conoscenza eccelsa di diversi strumenti. Si, suono il violino che è stato lo strumento dei miei studi, mentre per la chitarra acustica come le percussioni , o la chitarra elettrica sono strumenti che mi appassionano molto ma li ho “studiati da autodidatta” e li alterno sulla base delle esigenze richieste dal brano che viene presentato. Il violino è uno strumento straordinario, classico e popolare che può essere equiparato al canto della voce umana e per questo potrebbe essere inserito in ogni brano. Del resto sin dalla sua nascita, seconda metà del XVI secolo, il violino non era utilizzato come strumento indipendente e le prime composizioni destinate al violino appartengono ad un ampio repertorio strumentale”.

-        Dal 1998 sei entrato a far parte stabilmente del gruppo musicale i Nomadi

“E’ la mia famiglia musicale con cui svolgo concerti in tutta la penisola, abbiamo partecipato a diversi concerti di beneficienza da Cuba, all’ Albania. Lo scorso 27 ottobre è stato presentato il nuovo album Nomadi Dentro, il primo della nostra nuova voce Yuri Cilloni e siamo impegnati in un tour che ci vedrà esibirci in diverse città italiane”

-        Abbiamo parlato del ciclismo e della tua città natale Recanati, unite dalla Gran Fondo Leopardiana

“E’ una manifestazione che conosco, ma non vi ho mai assistito perché nel periodo in cui si svolge sono impegnato con i concerti del gruppo. Comunque so che ogni anno vi partecipano oltre mille ciclisti ed è uno degli eventi più conosciuti nel movimento ciclistico amatoriale. Questo non può che farmi piacere perché è un evento che esprime e promuove i valori e le eccellenze della mia terra attraverso l’affascinate pratica sportiva del ciclismo. Ad oggi non posso promettere nulla, magari se il calendario degli impegni ce lo permette, durante una delle tre serate di festa che costituiscono il calendario della 3 Giorni Leopardiana, potremmo esibirci io e Giuseppe BIP Gismondi” 

"Attraverso queste righe voglio augurare agli organizzatori dell'evento recanatese, agli appassionati di ciclismo e musica i più sinceri auguri di Buon Natale e Anno Nuovo - continua Reggioli - nella speranza di poter condividere questi e altri valori durante uno dei nostri concerti che ci vedranno impegnati in diverse città italiane"


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